Panino McDonald’s senza glutine, l’involuzione.

Il panino McDonald’s senza glutine è uno dei prodotti di larga diffusione più gettonati tra i celiaci. Quando lo assaggiai, appena immesso sul mercato nel luglio 2013 (qui la mia recensione su Nonsologlutine), parlai del panino McDonald’s senza glutine in riferimento al modello di organizzazione aziendale da prendere in considerazione da parte dei nostri ristoratori.

In quella occasione sorvolai la parte riguardante il giudizio sulle qualità organolettiche del panino e sulle materie prime utilizzate, per pura onestà intellettuale verso quella parte della gastronomia che ho a cuore, lontana dai prodotti trasformati dalle industrie.

Il panino McDonald’s senza glutine 2.0

Quando nel gennaio 2016 è uscita la versione 2.0 del panino McDonald’s senza glutine ero in Calabria, a Catanzaro. La curiosità mi spinse a cercare la sede del fast food americano più vicino e la trovai velocemente (in questo sono bravi ad essere presenti in maniera capillare). Ordinai l’Happy Meal con Parmigiano Reggiano (ancora di salvezza), patatine e bevanda.

panino McDonald's senza glutine glutenfree
Il panino senza glutine nel menù Happy Meal

La prima cosa che notai era la confezione in carta del panino McDonald’s senza glutine che evidenziava il logo di Schar, l’azienda leader del mercato dei prodotti destinati ai celiaci. Da quello capii immediatamente che il fast food utilizzava un prodotto già pronto dell’azienda altoatesina. Aperta la confezione in cartone, apparve la busta in materiale plastico resistente alla cottura in microonde.

panino-mddonalds-senzaglutine-glutenfree-busta
La busta in cui si trova il panino senza glutine riscaldato nel microonde

Una volta aperta la busta apparve lui, il panino McDonald’s senza glutine, nella nuova versione. Sinceramente alla vista non ebbi una bella impressione, sembrava uno di quei giochini per animali domestici in gommapiuma, quelli che si “masticano” e fanno rumore col fischietto.

panino-mcdonalds-senzaglutine-glutenfree
Il panino McDonald’s come si presenta dopo l’apertura della busta in cui viene cotto

Per meglio capire come fosse farcito, lo aprii e mi apparvero i due hamburger e le fette di formaggio filanti.

panino-mcdonalnds-senzaglutine.glutenfree-interno-formaggio
L’interno del panino senza glutine di McDonald’s
L’assaggio

A quel punto bisognava solo assaggiarlo per conoscerne il gusto e capirne le differenze con il suo predecessore. Fatti i primi due morsi mi fermai a riflettere. Dal punto di vista gustativo, il panino non mi era piaciuto. Era il mio giudizio personale, soggettivo. Quello che invece mi lasciò tantissimi dubbi era la parte oggettiva della degustazione. Per parte oggettiva intendo quella che non appartiene al gusto ma alle sensazioni boccali, tattili. Il panino mi sembrò immediatamente asciutto, senza una buona masticabilità. Ma quello che più di tutto mi turbò fu inghiottire il boccone. Non è facile da descrivere, ma provai un senso di soffocamento, dato soprattutto dall’aderenza del formaggio alle pareti della faringe. Il mio pensiero andò subito ai bambini. Se io da adulto ho avuto difficoltà a deglutire, come avrebbero fatto i bambini a mangiare quel panino?

Assaggi nei mesi successivi.

Dopo l’esperienza di Catanzaro, ho riassaggiato altre due volte il panino McDonald’s senza glutine, a Salerno e a Cagliari. In entrambi le occasioni ho avuto un problema con lo scongelamento. La cottura del panino in entrambi i casi era stata breve e il panino risultava presentare cristalli di ghiaccio al proprio interno, come si evince dalla foto.

panino-mcdonalds-senzaglutine-glutenfree-ghiacciato-congelato
I cristalli di ghiaccio trovati in un panino McDonald’s senza glutine

Devo ammettere che il personale dei due ristoranti McDonald’s ha ritirato il panino. Mi è stato dato, dopo qualche minuto, un nuovo panino, questa volta cotto bene. Nell’assaggio ho ritrovato la difficoltà a deglutire il boccone, sempre per colpa di questo formaggio “appiccicoso”. Il permanere di questo problema mi ha confermato che il primo assaggio non era un caso isolato.

L’assaggio che mi ha convinto a scrivere di questo panino.

Nelle ultime settimane ho letto spesso post sui social di persone entusiaste del panino McDonald’s senza glutine. Memore dei miei assaggi, mi meravigliavo di tanto felicità per questo prodotto e mi sono ripromesso di fare un ultimo assaggio.

Mi reco in un McDonald’s vicino casa e ordino il solo panino con una bottiglietta d’acqua. Mi arriva il contenitore, apro la bustina e ritrovo l’oggetto visto già tre volte, anche se meno “bello” del passato.

panino-mcdonalds-senzaglutine-nocerasuperiore
L’ultimo panino assaggiato qualche giorno fa a Nocera Superiore (Sa)

L’assaggio non lascia dubbi: stesso gusto e stessa “masticabilità”degli altri tre. Lascio il panino nel vassoio e vado via, decidendo di scrivere questo articolo per dire la mia su questo prodotto che, dal mio punto di vista, ha subito una involuzione rispetto alla prima uscita.

Conclusioni

Premetto che non sono un sostenitore di McDonald’s, che rende globali i suoi prodotti, in chiave diametralmente opposta alla tutela della biodiversità. Nonostante questa premessa, ho elogiato nel 2013 la scelta della catena di fast food di introdurre il panino senza glutine. Immaginavo potesse essere preso come esempio da parte dei piccoli ristoratori per offrire piatti gluten free ai propri clienti.

In termini di sicurezza alimentare, il primo panino non era stato ritenuto idoneo da alcune regioni italiane, per i regolamenti interni in termini di controllo delle contaminazioni accidentali.

La versione 2.0 del panino McDonald’s senza glutine supera queste difficoltà perché si tratta di un prodotto surgelato che viene cotto senza rischio di contaminazione. Questo metodo di cottura impedisce alla Schar di utilizzare prodotti diversi dall’hamburger e dal formaggio per la farcitura, limite che ricade tutto sulla masticabilità del boccone e la successiva deglutizione.

Questo mi permette di affermare che la nuova versione del panino è un passo indietro notevole da parte di McDonald’s, una vera involuzione.

Tutto ciò apre scenari che non possono essere taciuti e che vanno messi in evidenza. La sicurezza alimentare è un fattore assolutamente imprescindibile e deve essere alla base della preparazione di qualsiasi alimento destinato a chi deve mangiare senza glutine. Data per scontata la sicurezza alimentare, oggi i celiaci non possono più accontentarsi di un prodotto che presenta problemi come questo panino o tanti altri che si trovano in commercio.

La qualità del cibo senza glutine deve avere lo stesso peso della sicurezza alimentare nei prodotti in commercio. Non è possibile che i consumatori oggi debbano accontentarsi solo di un brand.

E quando parlo di qualità, mi riferisco a quella tangibile, sintesi di vari fattori, non dichiarata a parole, ma verificabile dai fatti.Quello della qualità è un argomento complesso che avrebbe bisogno di un approfondimento serio e mirato.

Intanto continuo ad assaggiare panini senza glutine per toccare con mano le evoluzioni di questo settore, che puntualmente vi racconterò.

Buon appetito!