Record della pizza fritta: cronaca e intervista esclusiva al giudice del Guinness World Records

Mercoledì 23 maggio, negli spazi esterni della Mostra d’Oltremare a Napoli, si è stabilito un nuovo primato: il record della pizza fritta più grande del mondo! A rendere possibile questo record hanno contribuito 70 pizzaioli, provenienti dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN) e dalla catena di ristoranti Rossopomodoro.

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Il tentativo di record

Una sfida tutta nuova quella dei pizzaioli napoletani, la cui arte è da pochi mesi patrimonio dell’umanità per l’Unesco. Grandi numeri per poter realizzare il record della pizza fritta più grande del mondo, a partire dal tavolo su cui è stata preparata, 8 metri di lunghezza per 1,2 di larghezza, fino alla friggitrice realizzata solo per il raggiungimento di questo primato, 7,5 metri di lunghezza.

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Le materie prime

Numeri impressionanti anche quelli delle materie prime utilizzate, con un impasto di circa 124 kg, 50 kg di fiordilatte, 15 kg di ricotta, 15 kg di ciccioli e 7 kg di pomodoro. Basilico e pepe in abbondanza. 1500 i litri d’olio utilizzati per friggere.

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Le fasi di preparazione

Uno dei momenti più critici è stato quello della stesura dell’impasto, che doveva avvenire in maniera omogenea per evitare rotture dello stesso durante la preparazione e cottura. La parola che ricorreva spesso tra chi gestiva questa fase era “ossigenazione”. A questa parola seguiva immediato il gesto dei pizzaioli, che infilavano le mani sotto l’impasto per far ossigenare lo stesso anche dal basso.

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I pizzaioli sono stati divisi per squadre, ognuna con un compito ben preciso, ma la fase finale di “pepatura” è stata riservata a Teresa Iorio, campionessa mondiale di pizza fritta.

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La preparazione della pizza fritta è stata molto lunga, anche perché era necessario riscaldare l’olio alla temperatura ideale per la frittura (160°C) e allo stesso tempo bisognava sperare che le nuvole che coprivano il cielo di Napoli facessero le brave. San Gennaro ha fatto il resto!

La verifica del record

La pizza, dopo la delicatissima fase di chiusura, è stata fatta scivolare nella friggitrice per completare la preparazione. A fine cottura è stata alzata la griglia in acciaio su cui era posata per la frittura ed è cominciata la fase finale del percorso: la verifica delle misure!

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Ecco che fa il suo ingresso Lucia Sinigaglesi, giudice del Guinness World Records, chiamata a giudicare il superamento della prova per poter avere la convalida del raggiungimento del primato. Il giudice è stata attenta osservatrice delle fasi preliminari e a fine cottura la parola è passata a lei.

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Finite le misurazioni, il giudice ha dichiarato che la pizza è lunga 7,15 metri per 50 cm di larghezza. Ma questa cosa non basta per avere la validità del record. Manca un dettaglio essenziale: la pizza va mangiata tutta!!! A questo punto serve il contributo degli spettatori, che in fila attendono le porzioni di pizza fritta.

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Sotto l’occhio attento di Lucia Sinigaglesi, i pizzaioli continuano senza sosta a tagliare e distribuire le fette di pizza fritta.

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Arrivati quasi alle 22, la pizza fritta viene completamente mangiata dagli spettatori presenti e viene validato ufficialmente il raggiungimento del primato. A Napoli è stata realizzata la pizza fritta più grande del Mondo!

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Grande soddisfazione tra i protagonisti dell’impresa, nonostante una evidente stanchezza sui volti dei pizzaioli per il lavoro svolto e per la tensione accumulata nelle ore della preparazione.

In tutto ciò, ho notato il rigore e la grande professionalità del giudice del GWR, che ha assistito a tutto il processo di preparazione e realizzazione della pizza fritta, verificando il raggiungimento del record. Una grande responsabilità quella di Lucia Sinigaglesi, che mi ha incuriosito, spingendomi a farle delle domande, per meglio capire il lavoro che svolge chi deve giudicare una prova del genere.

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L’intervista

Il record della pizza fritta più grande è una nuova categoria del Guinness World Records. Chi stabilisce la dimensione minima per superare la prova?

Si, il record della pizza fritta e’ una nuova categoria tentata per la prima volta a Napoli dall’APT e Rossopomodoro. Per ogni nuova categoria di record il Records Management Team stabilisce un minimo da battere. Il RMT e’ un team composto da esperti in varie discipline dislocati in vari uffici GWR del mondo. Per stabilire il minimo, ma anche le regole di ogni nuovo record, RMT effettua prove e ricerche su fatti, eventi o simili tentativi (anche non ufficiali) già esistenti. RMT stila e stabilisce regole per ogni categoria che devono essere rispettate da tutti allo stesso modo.

 

Come mai è stato necessario mangiare tutta la pizza fritta per convalidare il record?

Come ogni tentativo di record che ha a che fare con l’utilizzo di cibo commestibile, è parte integrante, ai fini del successo del record, che il cibo venga distribuito e consumato. I concorrenti devono sottoporre al GWR un piano di distribuzione prima dell’evento e dimostrare che ciò dichiarato prima dell’evento sia in effetti stato fatto dopo. In alcuni casi il cibo viene donato a charities quando non può’ essere interamente distribuito. Durante le fasi di preparazione del cibo e prima della distribuzione finale e’ necessaria la dichiarazione di un esperto in sicurezza alimentare (health and safety inspector) che certifichi che il cibo e’ stato preparato secondo le norme igieniche vigenti e che sia idoneo ad essere mangiato.

 

Da quanti anni è giudice del GWR?

Più di 10 anni.

 

Quanti record ha giudicato?

Non ne ho idea…centinaia e centinaia… ho finito due passaporti in 9 anni…adoro il mio lavoro!

 

Qual è il record più bello che ha giudicato?

Ce ne sono tantissimi, perché poi sono le persone che fanno i records. Se dovessi sceglierne uno, direi la più numerosa parata di cavalli e la più’ grande corsa di cavalli in Mongolia nel 2013. Un’esplosione di colori, cultura, tradizioni e orgoglio di una nazione meravigliosa, la Mongolia.

 

Le piace mangiare la pizza fritta?

Si, ma preferisco quella napoletana cotta nel forno a legna!